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luca farina

MICROgallaeria : “Corpus – I significati del confine”
Critica a cura della prof. Estetica Gabriella dalesio
Mostra a cura prof. Anna Maiorano – Cristina Reggio.
Galleria dell’Accademia di belle Arti
L’Aquila
07/03/2007  

Lo slittamento verso uno “spazio altro” , indicato dalla Metafisica quale passaggio nelle sfasature poste in atto attraverso l’artificio della prospettiva, è ripreso da Luca Farina quale luogo labirintico in cui l’individualità si prosciuga e si sdoppia. Ciò che si avverte è la tensione tra la “realtà”, vissuta in termini dei labirinti dei luoghi e il reale come dimensione della ricerca interna. Il prosciugamento dell’aspetto sensibile e della figurazione del corpo è ricondotto all’emblema del “manichino”, quasi uno stampo di quello fisico, sdoppiato nell’ombra, fantasma a se stesso. Il corpo è trasparenza, sfondato al suo interno, solo accenno figurale di contro. Se permane compatto come qualità dell’esserci, è ombra che segue e si distacca alla ricerca di una propria autonomia. Lo spazio dove si muovono questi “stampi” dell’essere è labirintico, percorsi definiti di una realtà irreale.
La qualità pittorica del lavoro di luca sceglie l’assenza del colore, la nettezza del bianco e nero per esacerbare il senso della condizione esistenziale. Se c’è il contorno del corpo la sua massa è altrove disposta per ricomposizione visiva allo “sfondo” della realtà/reale che è fusione con esso.
L’alternanza dei bianchi e dei neri coagulano la pittura nella materialità e nella modalità della stesura simile alla spatola che riconducono l’aspetto lirico della metafisica a confrontarsi di nuovo con una presenza tangibile. ………… .
La dialettica tra “Realtà” e “Reale” è l’ambito tematico in cui si muove la ricerca di Luca Farina, come dimensione sotterranea e domanda esistenziale quale pulsione verso la trascendenza di cui il corpo è il luogo primo di testimonianza.    

Percorsi formativi 2007 : “ Giovani artisti di-segnano il Sacro IV “
A cura : Fondazione Stauròs,
direttore museo Giuseppe Bacci
Critica a cura : Carlo Chenis e Silvia Scarpulla.
Museo Stauròs d’arte Sacra Contemporanea.
S. Gabriele 2007

Silvia Scarpulla  :
……….. . Suggestioni metafisiche suggeriscono il pensiero di Luca Farina. Proietta nello spazio la tensione sublime della visione di una notte. La Natività è un’estetica della contemplazione, un’azione interiore, l’istante eterno che rinnova il tempo. Negli angoli oscuri dell’anima, il dolore avvolge l’umanità in un silenzio eloquente. Visibile e invisibile convivono e si fondono. Raccoglimento e meditazione intonano un canto alterno a note bianche e nere, dicotomia tra luce e  buio. Struggente e tragico è il respiro della vita. ………….. .   

“ Anima e Ombra “

Critica a cura di Pino D’Ignazio
Circolo culturale : Il nome della rosa
Giulianova
14/03/2008

Luca Farina

La tecnica:
Pittura acrilica, inchiostro di china, penne, pennarelli indelebili e collage su carta incollata su tavola.
Poetica:
L'indagine sull'uomo, sulle sue dimensioni intime (anima e ombra), i suoi rapporti con l'esterno.
Momento creativo:
Dipingo o disegno cio che colpisce la mia attenzione e la mia curiosità (la realtà che ho attorno e la storia dell'arte antica e moderna). Una volta raccolto abbastanza materiale "monto" le immagini, cerco di imprimergli una forza espressiva unitaria accompagnata dalla leggibilità propria della struttura narrativa delle tavole fumettistiche.
Commento:
Nulla esiste all'improvviso e tutto ha una sua dimensione nell'attuale perché proveniente da un passato che ha costruito -a prescindere dalla nostra volontà- l'oggi che a sua volta genera il possibile domani. Spesso gli insegnamenti vengono in qualche modo distratti per cercare a tutti i costi un inedito che possa sconvolgere i riferimenti ma questo, di fatto, non succede mai. Ecco perché un lavoro che coscientemente prende spunto dal già stato per reinterpretarlo ad un oggi possibile diviene importante. La vera storia o almeno quella possibile, é proprio nell'idea della metamorfosi positiva del passato. Un continuo aggiornamento che attualizzi e recuperi pensieri e fatti senza che essi possano diventare così solo memoria fine a se stessa e senza concretezza. Ed il lavoro di Luca si espone proprio a questa possibilità senza falsità o ipocrisie che spesso allontanano più che avvicinare all'espressione artistica. Con determinazione ma umilmente Luca raccoglie intorno a sé pezzi di storia, quella più vicino alla sua vita, al suo territorio ricco di passato, e ad esso aggiunge il suo presente, le sue emozioni che, così composte, aggiornano ed attualizzano passato e presente. Una specie di collage con tanti riferimenti emotivi e storici che si completano vicendevolmente in una sintesi di linguaggio immediato.
Luca Farina nasce il 20/07/82 a Campli.
Laureato all'accademia di belle arti de l'Aquila (laurea primo livello in pittura, specializzazione in beni storico artistici).

Lavora tra Campli, Teramo e l'Aquila.

 
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