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jörg christoph grünert

La canoa che scivola sull'acqua lascia una scia del suo passare, poi l'acqua si ricompone ma non sarà mai più come prima E' un attimo che dura un'eternità nel valore relativo del tempo che ha cambiato per sempre la materia anche se la stessa é di per sé in continuo movimento come l'acqua. E' un problema relativo al tempo nello spazio della visione temporale umana. Lo stesso principio, nell'annullamento del tempo umano di percezione e nell'annullamento della visione oculare, diviene un continuum di trasformazione di materia in altre forme, anche di quelle sostanze più resistenti alla nostra vista come roccia e metallo. Ed allora tutto diviene continua trasformazione alla velocità di nubi mosse dal vento in un cielo cosmico, universale.
Molte di queste fasi sono intermediarie tra una definizione e l'altra. Così, come per le nuvole, solo a volte riconosciamo dei segni che ci appartengono e che la nostra mente riesce a decodificare: la coscienza tra uno smarrimento e l'altro, le fasi intermedie. Ed é così che l'artista vento prende le sembianze umane per incidere roccia e metalli, per offrirci segnali/coscienza che il tempo a sua volta trasformerà a suo piacimento. In questo tempo umano il vento ha preso le sembianze di Jorg, e si riconosce dalla sua fisicità, materia fluida in movimento, e dalla forza con cui incide segni definiti sulla materia che tocca e che non sarà mai più la stessa ma un nuovo divenire. Come non riconoscere nuvole nei legni incisi, nelle bianche rocce scavate, nei vecchi metalli recuperati ed ancora trasformati a nuova coscienza dell'esistere, dell'oggi, nel nostro oggi per un possibile domani? E la materia assume le stesse forme del vento-Jorg, dei suoi pensieri e delle sue visioni, e come il vento nel cielo  la sua bizzarria crea e confonde simboli chiari e misteriosi dove ognuno può riconoscersi o smarrirsi.    Pino D'Ignazio

 
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